Che questa prima ricetta dell'anno, e del blog, sia di buon augurio, e che il vostro anno nuovo sia saporito, colorato e ricco come questo dolce. Il copyright spetta alla mia bella nonna, Mafalda, che mi ha insegnato quasi tutto quello che so di cucina... e di senso pratico (grazie nonna, sei insostituibile!). Le zeppole cotte sono un dolce tipico della mia (bellissima) città Cava de' Tirreni, sono dolci molto elaborati e di norma si preparano una volta all'anno, nel periodo delle feste. Le zeppole cotte richiedono anche una certa dose di forza fisica (procuratevi un aiutante...magari un aitante-aiutante), perchè l'impasto, nella fase di cottura assume una consistenza... come dire? Ostile alla cucchiarella! (Non la chiamerò mai cucchiaio di legno, sappiatelo!). E infatti l'ultima volta di cucchiarelle ne ho rotte tre, ma ne è valsa la pena!
Cosa ci serve per fare le zeppole cotte?
Impasto:
-3 tazze di Acqua San Rubinetto
-una bella presa di sale
-3 tazze di farina 00
-125 g di burro o margarina
(meglio il burro, la margarina subisce troppi processi industriali prima di diventare cibo!)
-5 uova
-olio per friggere
(utilizzate quello di arachidi... la frittura non è mai sana ma l'olio di arachidi si danneggia meno in cottura)
Far bollire l'acqua con il sale in una pentola capiente, a questo punto fare appello all'aiutante e iniziare a versare lentamente la farina nell'acqua in ebollizione, mescolando sempre con la cucchiarella. Man mano che si addensa mescolare con più forza e costringere l'aiutante a mantenere ferma la pentola mentre mescolate, chiedetegli scusa per eventuali ustioni e proseguite nell'impresa. Ritenetevi soddisfatti quando avrete ottenuto un impasto liscio, senza grumi e che si stacchi dalle pareti della pentola (è importante che non ci siano grumi, altrimenti durante la frittura vi sembrerà di stare in un film western...). Spegnete il fuoco e tirate un sospiro... il peggio è passato. Congedate pure l'aiutante e aggiungete il burro alla pasta cotta mescolando bene, a questo punto aggiungete le uova una ad una avendo cura di amalgamare mooolto bene il tutto. Versate l'impasto su un piano leggermente unto e leggermente ungete anche le vostre manine (ben lavate, lo diamo per inteso) appena la temperatura lo consente, continuate a lavorare l' impasto per renderlo il più possibile omogeneo. L'impasto deve avere una consistenza semi-cremosa e quindi è necessario avere le mani un po' unte per formare dei salsicciotti con una sezione di circa 7mm-1cm di diametro (quest'impasto cresce pochissimo in cottura) e dare la classica forma a zeppola (c'è chi gli da anche la forma di un fiocco ma io sono del parere che la zeppola è zeppola e va rispettata!). L'operazione non sarà breve, ma quando avrete terminato sarà una soddisfazione osservare la distesa di zeppole che avrete prodotto. A questo punto è il momento di friggere, fate scaldare l'olio e provate ad immergere una zeppola, se fa le bollicine la temperatura è giusta... E' meglio friggere poche zeppole alla volta, per evitare che si attacchino l'una all'altra e per evitare che si abbassi troppo la temperatura del'olio. Cuocete fino a che siano ben dorate rigirandole un po' affinchè la cottura sia omogenea, e, una volta cotte, sollevatele dall'olio e poggiatele su carta assorbente. Quando avrete cotto tutte le zeppole forse vi sentirete un po' stanchi, bene, sappiate che siete solo a metà dell' opera, quindi, preparatevi una bella tazza di thè, bevetela con calma e poi riprendete i lavori!
Cosa ci serve adesso?
2 cucchiai di acqua
3 cucchiai di zucchero
Miele ad libitum, ma abbondantum (io utilizzo metà millefiori e metà castagno)
Sciogliete lo zucchero con l'acqua in una padella di medie dimensioni, aggiungete il miele allo sciroppo e fatelo scaldare ma non troppo (fa anche la rima!). A questo punto tuffate le zeppole una ad una in questo mare di perdizione e sollevatele facendo attenzione a non romperle, riponetele nel piatto da portata, resistete alla tentazione di mangiarle così e andate avanti fino all'ultima zeppola. A questo punto cospargete il tutto di diavolini colorati, corallini di zucchero e cannellini. Bene, adesso vi sentirete dei reduci... ma... mangiatene una ancora calda e ditemi se non ne è valsa la pena. Fate attenzione, danno dipendenza!